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Professore, come fanno le mafie a espandersi in zone che tradizionalmente non le ospitavano?
In Mafie in movimento ho dedicato un lungo capitolo a Piemonte e Veneto. La risposta, più brevemente, è che ci sono una serie di fattori che portano individui con abilità mafiose in territori non tradizionali. La teoria che le mafie si radichino a causa dell’immigrazione dal Sud Italia è errata. Come possiamo vedere in diverse zone del Nord, stessi livelli di immigrazione non hanno prodotto una mafia uguale in tutti i posti. Ma non solo, anche a livelli simili di spostamento di personaggi condannati al soggiorno obbligato in diverse parti del Nord Italia, non in tutti i luoghi si è avuto un radicamento mafioso.
Questi due fattori (immigrazione e soggiorno obbligato) vanno indubbiamente studiati, ma di per sé non sono sufficienti a determinare un radicamento. L’elemento ulteriore e fondamentale che deve esistere perché una mafia si radichi in un contesto locale, come per esempio nel nostro caso del Nord Italia, sono una serie di opportunità che la stessa mafia intende sfruttare. Stiamo parlando, a mio avviso, dell’emergere improvviso di mercati locali che non vengono ben regolati dallo Stato e dalle autorità locali. Credo sia questa la risposta che spiega perché in alcune parti del Nord Italia ci sono stati radicamenti mafiosi, mentre da altre parti si è riusciti a evitarli.
Insomma, da una parte non è vero che ogni qualvolta c’è un personaggio mandato al soggiorno obbligato la mafia si trasferisce. Dall’altra, però, vi sono situazioni in cui a livello locale il terreno è fertile e allora il radicamento diventa pericoloso…
In Mafie in movimento ho dedicato un lungo capitolo a Piemonte e Veneto. La risposta, più brevemente, è che ci sono una serie di fattori che portano individui con abilità mafiose in territori non tradizionali. La teoria che le mafie si radichino a causa dell’immigrazione dal Sud Italia è errata. Come possiamo vedere in diverse zone del Nord, stessi livelli di immigrazione non hanno prodotto una mafia uguale in tutti i posti. Ma non solo, anche a livelli simili di spostamento di personaggi condannati al soggiorno obbligato in diverse parti del Nord Italia, non in tutti i luoghi si è avuto un radicamento mafioso.
Questi due fattori (immigrazione e soggiorno obbligato) vanno indubbiamente studiati, ma di per sé non sono sufficienti a determinare un radicamento. L’elemento ulteriore e fondamentale che deve esistere perché una mafia si radichi in un contesto locale, come per esempio nel nostro caso del Nord Italia, sono una serie di opportunità che la stessa mafia intende sfruttare. Stiamo parlando, a mio avviso, dell’emergere improvviso di mercati locali che non vengono ben regolati dallo Stato e dalle autorità locali. Credo sia questa la risposta che spiega perché in alcune parti del Nord Italia ci sono stati radicamenti mafiosi, mentre da altre parti si è riusciti a evitarli.
Insomma, da una parte non è vero che ogni qualvolta c’è un personaggio mandato al soggiorno obbligato la mafia si trasferisce. Dall’altra, però, vi sono situazioni in cui a livello locale il terreno è fertile e allora il radicamento diventa pericoloso…