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Il mattino è invaso di campane. Le gente si alza, guarda assonnata fuori dalla finestra, scorge un sole sfacciato ed è tramortita da un’estate arrivata a tradimento. I bambini sognano mare e corse in bicicletta, pari e madri maledicono l’invito al matrimonio della cugina Mariuccia, accettato quando si pensava che il caldo sarebbe arrivato come al solito solo a Giugno, mentre è ancora Maggio, e la gente si sposa. Nei cortili c’è odore di cornetto appena sfornato e di peperonata della sera prima. Tutto è lustro, perché è primavera, e in primavera il mondo è nuovo nuovo, come se non fosse mai stato usato prima. È un mondo bambino che pare fare ogni per la prima volta. E noi ci sentiamo come lui: immemori.